Commissione Scuola e Formazione
La Commissione scuola e formazione di Cuore Azzurro avverte la necessità di un impegno privilegiato nell’ambito dell’educazione, in considerazione della vera e propria emergenza educativa’ nella quale sembra annaspare il nostro paese. Rileviamo come il problema più che sottovalutato dalle istituzioni, ha visto il continuo arenarsi di riforme strategiche per conflitti di parte, finendo così per apportare puri palliativi ad una questione di assoluta importanza. E’ persino ovvio sottolineare quanto decisivo sia per i destini di una nazione un sistema scolastico che sappia formare persone moralmente salde e culturalmente preparate.Formazione umana e personalistica e formazione culturale e professionale non possono che procedere appaiate nella costruzione dei destini futuri i uno Stato all’altezza delle sfide del domani. Ecco perché lo Stato ha l’obbligo prima di tutto etico, oltreché strategico, di investire nell’ambito educativo. Investimenti non solo necessari sul piano economico (fatiscenza degli istituti, basse retribuzioni per il personale docente, scarsa professionalità, nonché basse retribuzioni, del personale ATA, ecc.), ma soprattutto su quello etico, visti i risultati scadenti in ordine alla qualità degli studenti italiani.Investire in etica vuol dire ripristinare criteri di effettiva meritocrazia tra gli studenti, non solo attraverso un innalzamento degli standard formativi, ma anche attraverso un effettivo ed efficace aggiornamento di programmi e strutture scolastiche sempre più al passo con i tempi. Tutto ciò senza dimenticare la centralità dello studente quale protagonista del processo formativo e quindi la centralità della persona quale destinataria di ogni progetto educativo. In questa direzione devono prevalere criteri sincronici tra pubblico e privato. In questo senso riteniamo giusta la direzione già intrapresa di riconoscimento di effettiva parità tra istituti statali e non statali, anche se poi resta un’effettiva disparità di trattamento economico e persino di anzianità lavorativa tra i docenti stessi. Tuttavia la scuola non deve essere solo un luogo di crescita per gli studenti, ma anche per gli insegnanti, promuovendone formazione culturale, con effettivi e utili corsi periodici di aggiornamento in accordo con l’università, e maggiore meritocrazia, intuendo indicatori di valutazione dell’attività docente sul modello di quanto già avvenuto in ambito universitario. Riteniamo altresì necessaria anche una maggiore sinergia con le famiglie sensibilizzandole alla partecipazione alla vita scolastica e mettendole sempre più nella condizione, anche economica, di poter scegliere quale percorso educativo far seguire ai propri tigli. Questo non in alternativa alle istituzioni statali o, peggio, in critica ad esse, piuttosto poiché non crediamo a “obiettivi” processi educativi, né alla missione “etica dello Stato: investire in etica non significa Stato etico. Educazione è identità e quindi nè relativismo, né indottrinamento ideologico da qualsiasi parte provenga, piuttosto libertà di scelta al fine di una costruzione di identità culturali definite anche in ordine a gerarchie di valori.