Commissione Politiche Sociali
Spesso le persone in difficoltà vivono i loro problemi ignorando le risorse a propria disposizione o non conoscendo i canali da attivare per poter ricevere un aiuto. La commissione “Politiche Sociali” opera esattamente in questo ambito, con il compito di discutere, incentivare ed ampliare i mezzi disponibili per fronteggiare problematiche sociali inerenti un diritto inviolabile di cui ciascun individuo deve poter godere pienamente: vivere con dignità qualunque situazione critica e/o di difficoltà che nel corso della sua vita gli si possa prospettare.Tale diritto trova il suo fondamento essenzialmente nella sacralità della vita e nel valore civile essa assume per ciascun essere vivente. L’obiettivo primario è, quindi, quello di offrire un valido supporto a queste categorie sensibili,verificando attentamente quali siano le loro esigenze, permettendo loro di accedere a quelle risorse elo quei servizi che, attraverso l’attività di vari Enti e Associazioni, risultino già presenti nella rete territoriale di solidarietà dei Municipi, ma, soprattutto, affiancandosi alle strutture esistenti potenziandone l’efficacia e colmandone, ove necessario, le lacune. Il nostro intervento è volto, dunque, a favorire e a migliorare il rapporto di tali categorie sia con le Istituzioni sia con gli Enti preposti, con l’obiettivo di agevolare la conoscenza e l’utilizzo di tutti gli strumenti disponibili per risolvere i problemi esistenti, evitando che se ne aggiungano altri per un errato o tardivo intervento. Pertanto Cuore Azzurro, attraverso la sua commissione Politiche Sociali, si propone di incentivare la nascita di “Centri di Ascolto” che si pongano sul territorio come un punto di riferimento privilegiato, un interlocutore serio e disponibile, in grado di: E Ascoltare le esigenze del singolo individuo; Informare e far conoscere quali siano le risorse disponibili più adatte a risolvere il suo problema Collaborare con le istituzioni e con le organizzazioni di volontariato esistenti integrando tale atti vità nell’ottica di una rete sociale unica, pubblica e privata.

Al suo interno la commissione è divisa in:

Aree di intervento:
-Minori;
-Adulti;
-Anziani;
-Diversamente abili;
-Tutela e protezione degli animali;
-Rete informativa:
-Sportelli municipali;
-Organizzazione Eventi, dibattiti, convegni e tavole rotonde;
-Comunicati stampa,manifesti e uscite su periodici;
Sede: 00155 Roma - Viale Ettore Franceschini, 52
Tel. 06 98357048
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

PRESENTAZIONE ATTI VITA’

I° “Diversamente abili”

Le Istituzioni e le strutture sociali in generale, si interessano spesso al problema dei disabili organizzando eventi quali convegni, tavole rotonde, dibattiti, il cui obiettivo primario è soprattutto quello di evidenziare l’esistenza di un fenomeno drammatico: milioni di persone che vivono quotidianamente un forte disagio sociale oltre che fisico. Evidentemente è importante che l’opinione pubblica venga messa a conoscenza di certe realtà, fin troppo spesso percepite come estranee e distanti dalla “normalità” di tutti i giorni: dunque, se da un lato richiamare la “società civile” ai propri obblighi di solidarietà nei riguardi di “chi non può” è uno dei cardini fondamentali di uno Stato democratico, dall’altro la raccolta di fondi di solidarietà, la creazione di strutture di accoglienza o l’abbattimento delle barriere architettoniche, sono iniziative senza dubbio degne di attenzione e meritevoli di elogio. Crediamo, tuttavia, che il concetto di solidarietà non debba limitarsi solo a questo. Il risultato che si ottiene, infatti, fin troppo spesso elude il vero problema o, nella migliore delle ipotesi, lo tampona: chi vive in uno stato di disagio sociale, fisico o economico che sia, non chiede comprensione o solidarietà; chiede di essere inserito, a pieno titolo, in attività produttive per difendere e rivendicare la propria dignità di essere umano; chiede di poter partecipare attivamente alle dinamiche sociali senza esserne, solo, uno spettatore passivo. Crediamo, pertanto, che sia doveroso almeno tentare di aiutare le persone nei riguardi delle quali la vita è stata crudele, offrendo loro quell’abbraccio sociale di cui hanno, veramente, bisogno.

“Progetto Sociale”

“Creazione di una Società Cooperativa Sociale per la gestione di un laboratorio di sartoria”.

II° “Anziani”

Nell’ambito dei servizi, soprattutto per quanto attiene il settore geriatrico, la situazione italiana è più definibile come una somma di servizi differenti, piuttosto che come sistema omogeneo mirante a perseguire obiettivi di reale sviluppo.Le conseguenze più eclatanti ditale impostazione si riscontrano, sul piano della disorganizzazione, sia all’interno del singolo servizio, sia, spesso, nelle complesse dinamiche dei diversi servizi tra loro: la settorialità con cui gli stessi si pongono di fronte al bisogno, la poca chiarezza degli obiettivi che perseguono, la sovrapposizione che sovente esiste tra i rispettivi compiti, sono solo alcuni esempi in tal senso. Sul piano piìi generale manca una soddisfacente integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari e questo rende difficile, se non addirittura impossibile, qualsiasi gestione coordinata dei piani e dei programmi di intervento. In questa prospettiva viene ad inserirsi la famiglia, spesso costretta a svolgere quelle funzioni di integrazione e coordinamento tra gli interventi che proprio il sistema tradizionale dei servizi non è stato in grado di soddisfare. Questo programma, attraverso l’attivazione di un servizio ad elevata finalità sociale, si propone di trasformare tale carenza di integrazione in una business idea. La proposta operativa consiste nella progettazione di uno sportello/unità di ascolto/intervento per persone non autosufficienti e famiglie. Lo sportello/unità costituirebbe una rete virtuale di servizi e strutture deputati a soddisfare i bisogni delle persone non autosufficienti. fornendo risposte personalizzate.

III° “Minori”

Il concetto di devianza ha subito nel corso degli anni un processo di ‘normalizzazione” che ha portato alla sua dissolvenza teorica ed alla nascita di una nuova categoria, quella appunto del disagio che oggi pertanto viene utilizzato come sinonimo, così come avviene tra il concetto di disadattamento e di emarginazione. Alcune delle cause principali determinanti il rischio dei giovani si possono individuare nell’allentarsi delle relazioni significative, nella scarsa frequenza dei rapporti di tipo primario, nell’ inadeguatezza e nella precarietà delle relazioni familiari. I vari soggetti istituzionali sono chiamati a riconsiderare le loro funzioni, le modalità di attuazione degli interventi e le pratiche operative, al fine di poter rispondere in modo coerente e decisivo alle esigenze di questa particolare fascia di età.In tal senso, nasce l’esigenza, non solo nel mondo accademico, ma anche in quello dei servizi, di attribuire ad ogni termine il corretto significato. Termini come disagio, emarginazione, povertà, spesso vengono utilizzati come sinonimi intercambiabili, perché spesso, condividendo una matrice comune che va ricercata nel filone di studi sociologici, si ha la convinzione che essi abbiano Io stesso significato. Il presente progetto mira a favorire in un contesto non tradizionale ma ludico, l’apprendimento delle norme e delle regole alla base della convivenza civile dei cosiddetti “ragazzi difficili” residenti nel territorio del Municipio, vale a dire di quei soggetti in età evolutiva a rischio di disagio sociale.L’intervento si colloca nell’ambito delle iniziative finalizzate a favorire la tutela, la prevenzione e il recupero dei minori a rischio di disagio sociale, emarginazione e devianza. Con riferimento al presente progetto, ad esempio, la pratica del calcetto come sport di squadra e l’Outdoor training vengono proposti come strategie didattiche innovative in sostituzione di quelle tradizionali, che non risulterebbero efficaci con ragazzi che non tollerano le regole. Difatti la pratica di una disciplina sportiva permette di acquisire capacità e competenze in modo spontaneo e in un contesto ludico e quindi rappresenta uno strumento di apprendimento capace di conseguire finalità non raggiungibili da quelli tradizionali. Nello specifico poi la pratica di uno sport di squadra costituisce un ottimo sistema per apprendere a comportarsi come un membro della società perché si impara il rispetto degli orari, dei diversi ruoli nel gruppo. delle regole del gioco ecc... L’Outdoor Training invece viene proposta nell’ambito dell’intervento in quanto è una metodologia di formazione esperenziale particolarmente coinvolgente che è risultata efficace per lo sviluppo di competenze psicosociali e per il rinforzo dei processi di comunicazione e socializzazione (la capacità di lavorare in gruppo, di comunicare in modo efficace, l’autostima, ecc...).

IV° “Adulti”

Un buon indicatore di civiltà è rappresentato dal modo in cui una comunità riesce a gestire la fragilità sociale dei cittadini che la compongono. Nuove povertà, marginalità sociale, difficoltà del mondo di oggi legate alla maternità e alla genitorialità. all’integrazione. alla salute fisica oltre che a quella psicologica rappresentano un ostacolo al raggiungimento del bene comune. Gli ultimi anni, infatti, hanno registrato un aumento di richieste e di conseguenti interventi nei confronti di persone adulte che hanno manifestato un disagio legato ad uno di questi aspetti.Si tratta non solo di persone in condizioni di disabilità, ma, sempre più spesso, di individui che versano in una situazione di disagio sociale ed economico non imputabile a patologie o menomazioni. Quest’ultima tipologia di disagio - altrimenti definita “nuova povertà” — necessita, evidentemente, di particolari forme di intervento, che si pongano come obiettivo primario quello di dare sostegno ed evitare percorsi di emarginazione senza, tuttavia, innescare processi di deresponsabilizzazione o di delega. Il sistema dei servizi sociali della città può contare su una rete di interventi pubblici e privati che non sempre riesce a garantire livelli quantitativi e qualitativi adeguati alla domanda dei cittadini più deboli. Tale rete, infatti, è messa in crisi, ogni giorno sempre di più, dalla crescente riduzione dei trasferimenti dello Stato agli enti locali, dall’incremento delle persone cosiddette a rischio, dall’emergere di nuovi bisogni e, conseguentemente, dall’aumento delle persone obbligate a ricorrere al sostegno dei servizi sociali comunali. Per questo motivo, l’obiettivo del consolidamento e miglioramento dei servizi già esistenti è il primo risultato da conseguire. La Commissione “Politiche Sociali” di Cuore Azzurro intende assolvere al ruolo di coordinamento e indirizzo delle strutture locali, attraverso la collaborazione con associazioni, istituzioni sanitarie, soggetti del privato sociale, per realizzare tutela e sostegno delle fasce deboli e creare una cultura dei diritti che sia cultura di tutti. Un approccio metodologico innovativo e trasversale alla tutela dei soggetti a rischio può, in tal senso, essere rappresentato da una serie di progetti pilota quali:
• strategie, percorsi e interventi a favore dell’integrazione lavorativa e dell’inclusione sociale di soggetti a rischio di emarginazione;
• strategie di integrazione e percorsi di mutuo aiuto per le famiglie italiane e straniere;
• integrazione al reddito per i nuovi poveri;
• sostegno e accompagnamento sociale in casi di difficoltà nella maternità;
• assistenza e integrazione delle persone vittime di tratta.

V° “Tutela e protezione degli animali”

Dopo aver preso contatti con il Presidente della Commissione Ambiente, prof. Gaspari, siamo in attesa di valutare eventuali proposte finalizzate alla realizzazione di un progetto congiunto

PRESENTAZIONE PROPOSTE DI LEGGE

“Anziani”
Proporre, attraverso legge regionale, il riconoscimento d’ufficio (non subordinato alla presentazione di apposita richiesta), del diritto all’indennità di accompagno, per coloro che vengano a trovarsi nella necessità di doversi sottoporre a trattamenti chemio-radio Icrapici, nonché per tutti coloro che siano “malati terminali”.
“Minori”
Estendere lo status giuridico di crimine contm l’umanità anche a tutti i crimini perpetrati nei confronti di minori: violenze, percosse, abusi, sfruttamento, induzione alla prostituzione e all’accattonaggio. “Minori” Estendere lo status giuridico di crimine contro l'umanità anche a tutti i crimini perpetrati nei confronti di minori: Violenze, Percosse, Abusi, Sfruttamento, Induzione alla prostituzione e all'accattonaggio.