Commissione Cultura
Cultura, identità e formazione costituiscono un nodo inscindibile, e su questo punto non abbiamo alcuna intenzione di nasconderci: la base del nostro impegno culturale è la Dottrina Sociale Cristiana, ovvero il suo fondamento teologico, da un lato, ma soprattutto civile. dall’altro Cioè il riconoscimento di un valore assolutamente laico della Dottrina Sociale Cristiana valido per ogni individuo indipendentemente dal suo credo religioso e politico. E questo perché essa si fonda sul principio dell’umano nell’uomo, sulla centralità della questione antropologica quale tematica fondante ogni ulteriore dato culturale. Solidarietà, sussidiarietà e bene comune sono valori validi per ogni uomo che si basano sul riconoscimento della trascendenza, dell’unicità e della irripetibilità della sua persona Il fallimento delle prospettive ideologiche del XX secolo, la distruttività  di ogni tentativo di  costruire su di esse  l’idea di uomo nuovo, costituiscono tuttora motivo di grande inquietudine. Oltretutto il vuoto lasciato dietro di sé dal superamento della politica dei blocchi, non ha indebolito piuttosto rafforzato quanto venne già definito non più di un ventennio fa con il termine di “società del rischio” La necessità di dare risposte a prospettive in continua trasformazione che sembrano procedere a ritmi più accelerati di ogni qualsiasi analisi, impone una chiara presa di posizione culturale L’irreligione occidentale, o relativismo etico, sembra oggi essere la cultura largamente egemonica in un mondo occidentale orlano di “incrollabili” certezze e verità.Tuttavia il fondamento antropologico materialista e narcisista del nostro tempo, che accompagna le società del relativismo etico, è qualcosa al quale ci sentiamo di opporci E questo non per partito preso o perché vagheggiamo nostalgiche società del passato, piuttosto perché riteniamo pura menzogna per l’umano il ricorso ad un relativismo assiologico per la costruzione e definizione di una identità personale. E non ci si lasci neppure ingannare dalla presunta tolleranza (e dal suo valore falsamente universalmente riconosciuto) dei nostri tempi. Tolleranza per noi non vuol dire recinto” (nuove enclousers) dove confinare ogni diversità, cosicché ciascuna abbia un posto, valido, per citare Andy Wharol, per 15 minuti! Rifiutiamo la logica da “riserve indiane” dove il nuovo uomo multicolore rinchiude ogni diversità. Gabbie luminose, confortevoli, funzionali, ma pur sempre gabbie, prive di ogni effettivo esercizio della differenza. E ve ne sono per tutti: cattolici, ebrei, mussulmani, buddisti, ma anche fascisti, comunisti, ecc.. La globalizzazione non fa paura sul piano di una semplice estensione delle esigenze del mercato su scala planetaria. Essa fa ancora più paura quando si fonda su un pregiudizio materialistico, assolutamente indimostrato, utilitarista, narcisista e, in fin dei conti, nichilista. Tuttavia, non del nichilismo tragico dei grandi del passato, ma un nichilismo pratico fondato sull’assenza di trascendenza e ridotto alla pura e semplice libertà di scelta di un soggetto autarchico e consumatore: del proprio tempo, del mercato, della propria libertà. Società del pluralismo etico non deve necessariamente coniugarsi a società del relativismo etico. Riconoscere il valore del pluralismo vuoI dire ribadire non solo la tolleranza come effettivo valore fondato sulla reciprocità, ma anche la difesa, la valorizzazione la promozione delle diverse identità culturali. Innanzitutto la nostra; senza pregiudizi, né luoghi comuni, anzi, sottoponendo a critica quanto oggi viene contrabbandato per vero da una cultura dell’umanitarismo falsamente filantropico. Dobbiamo impegnarci a costruire un NUOVO UMANESIMO, a partire dalla nostra città, che in passato lontano fu culla della rinascenza e che invece in un passato più recente, con le politiche dell’effimero degli anni ‘80 del secolo scorso della già agonizzante cultura di sinistra, fu laboratorio di quel relativismo etico, la delnociana irreligione occidentale,oggi largamente al potere! Nessun compromesso per una battaglia di cultura e civiltà.
 


Video

Quiz del Cuore

Come reputi questo sito?